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Il contesto del
Vescovo, 2009-09-26
Il fenomeno di Medjugorje ( 1a parte), Službeni vjesnik, 2/2009, pp.179-184, traduzione dal croato
     Tomislav Vlašić dimesso dallo stato religioso e presbiterale
 
     La stampa mondiale, nazionale e straniera, quest'estate ha pubblicato la notizia che il Santo Padre non solo ha dimesso fra Tomislav Vlašić dall'Ordine francescano, ma l'ha anche ridotto, su sua richiesta, allo stato laicale, dispensandolo da tutti gli oneri religiosi e sacerdotali e minacciandolo di scomunica se non si atterrà ai precetti impostigli. I decreti della Santa Sede sono stati comunicati dal ministro generale dell'Ordine dei Frati minori J. R. Carballo ai ministri provinciali nella Bosnia ed Erzegovina, Croazia e Italia, il 10 marzo 2009, con l'obbligo di inoltrare il messaggio a tutti i guardiani nelle loro Provincie. Riportiamo la fotocopia della lettera del ministro generale, come è apparsa sulla stampa, nello Službeni vjesnik, 2/2009, p. 179-194. Pubblichiamo tutto perché si riferisce alla connessione di Vlašić con il „fenomeno di Medjugorje“.
 
Copia del decreto del ministro generale, Službeni vjesnik, 2/2009, p. 179, sul nostro portale.

 Lo sguardo del Vescovo
 
     L'implicazione di Vlašić nel "fenomeno di Medjugorje“
 
     Come l'anno scorso, quando la Santa Sede ha sanzionato il rev. Vlašić con l'interdetto minacciandolo di pene ancor più severe se non avesse obbedito, così anche quest'anno sono apparsi numerosi commenti nei  mass media per proclamare la non connessione tra il „fenomeno di Medjugorje“ e il „caso di Vlašić“. Se in ambo le lettere e in riferimento alle due pene più gravi si rammenta esplicitamente il „fenomeno di Medjugorje“,[1] nel quale è coinvolto Tomislav Vlašić, come mai non c'è connessione tra l'uno e l'altro? Desidereremmo ricordare proprio tale legame incontestabile, sin dagli inizi.
     Tomislav Vlašić, nato a Sovići, il 16 gennaio 1942, come membro della Provincia francescana erzegovinese fu ordinato presbitero, il 16 luglio 1969, a Frohleiten, Austria.[2] Dopo l'ordinazione per qualche tempo ha lavorato come assistente spirituale a Humac[3] e dal 1973 come preside della residenza della casa francescana di Jablanovac, Zagabria.[4] Su proposta dei Superiori della Provincia, nel 1977 fu nominato canonicamente assistente spirituale nella parrocchia di Čapljina,[5] dove è rimasto in servizio fino al 17 agosto 1981, quando è passato a Medjugorje, proprio marte, senza un necessario avviso e senza approvazione del vescovo.[6]
      Secondo il Rev. R. Laurentin, storiografo quasi ufficiale delle „apparizioni di Međugorje“, però, il Provincialato ha dato a p. Vlašić il permesso di dimorare a Međugorje, tutto all'insaputa del Vescovo. Così l'abbé Laurentin: „Venendo a sapere dell'arresto, quello stesso giorno, 17 agosto, Tomislav Vlašić, parroco di Čapljina, si reca a Medjugorje per informarsi e rendersi conto della situazione. Da lì va subito dal provinciale, a Mostar, per riferirgli della grave situazione e delle minacce che pesano sulla parrocchia rimasta senza guida. Il provinciale trova le sue osservazioni giudiziose e la sua visita provvidenziale. Lo nomina subito sostituto del parroco imprigionato. – Fin dal giorno dopo quindi, Fra Tomislav si stabilisce nella canonica di Medjugorje. Per la seconda volta si mette in contatto con i veggenti, che aveva rapidamente interrogati il 29 giugno. Ne diventa il 'direttore spirituale' e sarà questo il titolo che manterrà più tardi nella parrocchia…“[7]. Tomislav quindi già il sesto giorno dopo le „apparizioni“ è a Međugorje, e dopo l'arresto di fra Jozo Zovko, il 17 agosto, passa del tutto nella parrocchia di Medjugorje, dove il Provincialato lo „nomina“ vicario parrocchiale. Si capisce che il Provincialato non può nominare un vicario parrocchiale, ma solo proporlo poiché è il Vescovo che nomina canonicamente un parroco o un cappellano, ma anche tali „nomine“ sono parte del tragico „caso erzegovinese“ e del „fenomeno di Međugorje“.
     Il Provincialato ha proposto legalmente, solo un anno più tardi, il 19 luglio 1982, p. Vlašić ad „assistente spirituale a Međugorje“, sebbene potesse e dovesse conoscere il suo doloroso „caso di Zagabria“, che si doveva risolvere in altra maniera. Il vescovo Žanić, non conoscendo la vita morale di Vlašić e la sua implicazione nell'“affare di Zagabria“, ha emanato, il 27 luglio dello stesso anno, il decreto per il suo trasferimento e svolgimento della sua attività a Međugorje.[8]
     Dall'anno 1981 p. Vlašić è implicato negli eventi di Međugorje, accompagnando i „veggenti“ ed è inseparabilmente legato al „fenomeno di Medjugorje“, dai suoi inizi e anche in seguito. Anzi, il ,,fenomeno di Medjugorje“ si è creato in qualche modo anche prima di quell'inizio. Già nel maggio del 1981, più di un mese prima dell'inizio delle „apparizioni“ „padre Vlašić si era recato a Roma per un congresso internazionale degli esponenti del Movimento Carismatico. Durante il congresso aveva chiesto ad alcuni dei presenti di pregare con lui per la guarigione della Chiesa in Jugoslavia. Una religiosa, suor Briege McKenna che si era unita alla preghiera, ebbe una visione: vide Padre Vlašić seduto e circondato da una grande folla; attorno a lui, nel luogo dove era seduto, scorrevano ruscelli d’acqua. Un altro religioso, Emile Tardiff, O. P., disse in profezia: ‘Non abbiate paura, vi manderò mia Madre’. Dopo un paio di settimane, la Madonna cominciò ad apparire a Medjugorje”.[9] E soprattutto è coinvolto nel „fenomeno di Medjugorje“ dopo essere stato proposto, nel luglio 1982, dai suoi Superiori, ed essere poi stato approvato e nominato dal Vescovo, cappellano di Međugorje. Ecco le prove scritte.
     Fra Tomislav Vlašić e fra Slavko Barbarić dicono ai veggenti che cosa devono dire alla gente. Nella Cronaca delle apparizioni, condotta allora da fra Tomislav Vlašić, leggiamo:„21. VIII. 1982. (Sabato). In mattinata fra Tomislav e fra Slavko hanno parlato con i veggenti. La conversazione è andata nel senso dell’edificazione delle loro personalità e dell’indicazione del loro ruolo nel contesto di questi eventi, specialmente riguardo alla loro autorevolezza, che non devono mettere in gioco dando le risposte a tutte le domande, ma indirizzino la gente sulla via della conversione e dell’attesa delle promesse di Dio.”
     - Due francescani si volgono ad indicare il ruolo dei „veggenti“ che non devono mettere in gioco la propria autorevolezza dando le risposte a tutte le domande, ma parlino della „conversione“ e della „attesa delle promesse di Dio“, poiché lì non sbaglieranno, almeno quello è compatibile con la vera Madonna!
    
     „I veggenti non devono fare dichiarazioni senza che noi ne siamo informati“.
Nella Cronaca del 12 aprile 1984. Vlašić ha scritto: „Oggi ho parlato con tutti i veggenti. Ho richiamato la loro attenzione sulla necessità di non rilasciare dichiarazioni a nessuno senza che noi ne siamo informati”
     - Ciò vuol dire che lui deve controllare, verificare, approvare e proclamare che cosa è vero e che cosa è falso nei „messaggi della Gospa“. Il censore dei „messaggi della Gospa“!  Quale ingerenza nel „fenomeno di Međugorje“!

      Un grave errore teologico
. Ciononostante a Vlašić, che si trovava illegalmente a Međugorje, è capitata una eresia teologica notoria che lui stesso ha scritto nella Cronaca, il 6 maggio 1982, avendola sentita dai „veggenti": „Stasera i giovani hanno posto una domanda teologica e hanno avuto la risposta: Se le persone nel cielo sono presenti solo con l’anima, o con l’anima e il corpo? – hanno chiesto. Sono presenti con l’anima e con il corpo - è stato loro risposto”.
     - Noi tutti professiamo la fede cattolica  che la risurrezione della carne (resurrectio mortuorom) sarà nell'Ultimo Giudizio, e p. Vlašić annota le favole dei „veggenti“ di Međugorje:  non solo Gesù e la Madonna, come crediamo cattolicamente, ma anche tutte le altre persone salvate in cielo „con l'anima e il corpo“! E ciò lui lascia nella Cronaca ufficiale, senza alcuna osservazione! Vuol dire che neanche a lui è chiaro questo dogma cattolico, e ciò dopo 13 anni di predica del Credo Niceno a Humac, Jablanovac, Čapljina e Međugorje. Nessuna meraviglia che l'anno scorso la Congregazione gli abbia intimato di  frequentare il corso elementare di teologia e pronunziare la professione della fede, previa approvazione della Santa Sede!
 
     „L'apparizione“ di Međugorje loda l'opera di Vlašić. Nel Diario, manoscritto di Vicka, del 28 febbraio 1982, la presunta apparizione lodava molto l'opera di Vlašić nella guida dei „veggenti“. Il testo letterale di Vicka: „Eravamo io e Jakiša la Gospa è venuta alle 6,3 minuti ci ha guardati bene. Poi la Gospa ha detto di Tomislav, prima l'ha guardato e poi ha detto: potete ringraziare molto Tomislav perché vi guida così bene.“[10]
     - Lui a Međugorje illegalmente, e tutto così bene conduce e – conduce dietro a sé. E tutto la „Gospa di Međugorje“ loda e approva!

     L'apparizione“ raccomanda Vlašić come maestro spirituale.
Lui stesso scrive nella Cronaca delle apparizioni, 5 marzo 1984, parlando di Ivan Dragićević: „La Gospa ha espresso il desiderio e gli ha raccomandato, dopo la sua domanda di un consiglio, di finire le medie superiori e che poi gli avrebbe mostrato cosa fare. Gli ha detto anche di affidarsi a fra Tomislav Vlašić affinché lo guidi spiritualmente”.[11]
      - Il che, del resto, sia l'uno che l'altro, hanno fatto anche senza riguardo al „messaggio“ della „apparizione“ di Međugorje! Fra Tomislav parla al „veggente“ Ivan, Ivan  parla a fra Tomislav, e poi tutto attribuito alla Beata Vergine.

     Vlašić secondo la „provvidenza divina“ accompagna i veggenti.
Nella lettera, 13. IV. 1984 si presenta al Papa come colui che "per Divina Provvidenza guida i veggenti di Medjugorje”. L'avvisa che “la Madonna continua a raccontare la sua vita ai veggenti” e informa il Papa: “mi trovo a Roma dal 29 aprile al 10 maggio per una riunione internazionale. So che siete molto occupati, però se mi potete ricevere per qualche minuto, avrei da dirvi dei punti cardine sulle apparizioni.”[12]
     - Il Papa non l'ha ricevuto.
 
Barbarić su Vlašić
 
     Sul ruolo e legame di Vlašić con il „fenomeno di Međugorje“ sin dagli inizi, come ha „canalizzato“ le apparizioni e eventi, ci ha testimoniato nel modo migliore, scrivendo cronologicamente, un altro disobbediente di Međugorje, propagatore delle „apparizioni“ e mistificatore degli eventi, fra Slavko Barbarić:

     La nomina del Vescovo e poi presto la richiesta che fra Slavko vada via da Međugorje.
Il Provincialato con la lettera del 16 agosto 1984 ha proposto il rev. Barbarić a vicario parrocchiale di Međugorje. Il vescovo Žanić lo stesso giorno ha approvato la Tabula e il trasferimento di Barbarić.[13] Ma il Vescovo, già il 3 gennaio 1985, scrive al Provincialato: „Vi chiedo di trasferire p. fra Slavko Barbarić da Međugorje in un altro posto. Lui a Međugorje, nelle questioni molto importanti circa le presunte „apparizioni“ della Madonna fa una propaganda in modo del tutto opposto alle mie indicazioni date più volte oralmente e per iscritto“.[14]
 
     Il desiderio della „Gospa“ perché fra Slavko rimanga a Međugorje. Il „fenomeno“ apparizionale,però, interviene, esprime il „desiderio“ che fra Slavko resti a Međugorje per guidare le cose e raccogliere le notizie affinché dopo la visita delle sue „apparizioni“ rimanga una immagine sinottica di quel che è avvenuto. Nella Cronaca delle apparizioni fra Slavko ha scritto personalmente questo „messaggio“ inviato a lui stesso: „3. febbraio 1985. (Domenica). La visione come di solito. Stasera più breve che in questi giorni, solo 2 minuti. Presenti Marija, Ivan e Jakov. Il messaggio era per fra Slavko, come promesso ieri nella visione. È detto tramite Ivan. Suona come segue: 'Io desidererei che Slavko rimanesse qui, si occupasse di tutti i dettagli e gli appunti perché alla fine della mia visita abbiamo un'immagine sinottica di tutto. Io pregherò in questo tempo specie per Slavko e per tutti quelli che lavorano nella parrocchia“.[15]
     - È noto che una tale „immagine sinottica“ era una solita fantasticheria međugorjana di fra Slavko, poiché lui è deceduto il 25 novembre 2000, mentre l'apparizione non cessa di moltiplicarsi ecco già altri nove anni dopo la sua morte, e, come stanno le cose, le apparizioni di Međugorje non hanno fine! Proprio una immagine a-sinottica e non sinottica.
 
     Vlašić „canalizza“ le „apparizioni“. Ecco ciò che ha scritto Barbarić nella Cronaca delle apparizioni del 1984,[16] che bisogna leggere alla luce di quel che la Santa Sede ha deciso nei confronti di Vlašić nel 2008-2009. Dopo la partenza di Vlašić da Međugorje, fra Slavko Barbarić scrive di sé che rimane a Međugorje nella speranza che anche lui sia „eletto secondo la provvidenza divina“ per continuar a guidare quel che qui è diventata la „tradizione“. „2.IV.1984. (Domenica). Non posso non riferirmi a quel che è successo oggi. Fra Tomislav Vlašić è stato trasferito. Si è congedato oggi nella messa alta. Tutta la chiesa era commossa e in lacrime. E a ragione. Tomislav rimane nella storia di queste apparizioni una figura luminosa. Davvero era profetico e coraggioso venire dopo il carcere di fra Jozo Zovko e proseguire il lavoro. Quanto lavoro e fatica ci ha investiti, quanta prudenza pastorale e preghiera, non lo potrà stimare mai nessuno. La grazia di Dio l'ha eletto e inviato. Lui ha risposto e operato. Con la sua esperienza pastorale e spirituale ha canalizzato quella grande fonte che è scaturita il giorno delle apparizioni. Parimenti saggio, pieno di Spirito di Dio ha guidato i veggenti, la parrocchia e i pellegrini. Nonostante tutta l'attività positiva ogni giorno doveva combattere gli attacchi e pericoli tesi ad annientare quello che succede a Međugorje. Sapeva profeticamente prevedere gli eventi, leggere la situazione e andare avanti. Sono testimone come nessun altro, poiché con lui sono stato 13 mesi pieni insieme nella stanza. Da lui parlava la sapienza e la dedizione. E anche nei momenti più difficili rimaneva calmo. 
     Anche agli attacchi più gravi, provenienti dall'interno e dall'esterno, rispondeva dignitosamente. Sempre era pronto anche a sopportare i sacrifici più difficili, purché la cosa di Dio andasse avanti. Solo quando mi ricordo di tutti gli attacchi da parte della Curia, allora ho sufficienti ragioni di dire: Il comportamento di Tomislav, le risposte e il contegno nei confronti del vescovo, le preghiere e digiuni nonostante tutte le denigrazioni, sono una delle prove che qui è - la Regina della pace.
    
Soleva spesso ripetere: Se disturbo qui qualcuno, sono pronto a scansarmi, purché ciò sia per la gloria di Dio. Quando ha saputo del trasferimento ha reagito con clama: Sono pronto, nell'umiltà, ad accettare ogni decisione e ogni decreto. Noi tutti in casa abbiamo reagito con più patos ed affetto. E Tomislav sapeva, come lo sappiamo tutti noi, che i nostri Superiori lo cambiano su richiesta del Vescovo. È difficile dire quanto tale richiesta sia ingiusta: una cosa è certa – con questo si è voluto punire Tomislav e forse fermare tutto ciò che qui sta succedendo.
    
Lui è adesso a Vitina. Speriamo che potrà venire e continuare a lavorare nel piano straordinario di Dio e collaborare con la nostra Gospa, che qui manifesta lentamente ma sicuramente il suo piano. 
    
Sono profondamente convinto, e questa è anche la mia preghiera: che la Gospa, che in tanti messaggi gli faceva sapere di contare su di lui, gli impetrerà la grazia dell'amore e della pace più profonda!
    
A ragione disse p. Laurentin: fra Tomislav, da diligente giardiniere, ha coltivato e guidato il nuovo popolo di Dio.
    
Rimango qui, spero scelto dalla provvidenza di Dio, per continuare quel che qui è diventata una tradizione. Se non fossi sicuro che Dio guida questi eventi, sarei stasera nella paura e trepidazione davanti alla grande responsabilità. Continuerò a lavorare con i gruppi di pellegrini e con i singoli informandoli sul messaggio e sviluppo degli eventi qui a Međugorje. Lo so di essere stato molto più sicuro mentre qui era continuativamente Tomislav. Ma sia fatta la volontà di Dio. Si compiano i piani della Gospa. E che la cosa non va senza il nostro sacrificio, preghiera e digiuno, è del tutto chiaro. Ho imparato dal mio caro fratel Tomislav e concretamente sperimentato che cosa vuol dire farsi guidare ed essere pronto a lavorare finché Dio vuole. Lo so che parimenti sono pronti anche gli altri frati qui come anche le suore.
     Oggi è arrivato fra Petar Ljubičić. Lui ama Međugorje, ama la Gospa, e questo basta.
     Amen! Così sia!“ 
    
- Da questa descrizione e dagli eventi successivi risultano alcuni fatti chiari senza mezzi termini:
     Primo, fra Tomislav Vlašić non rimane „nella storia di queste apparizioni una figura luminosa“, ma una figura tenebrosa, „mistificatore e mago carismatico“, come l'ha chiamato il vescovo Žanić,[17] e infine la Santa Sede l'ha dimesso dalla vita religiosa e ridotto allo status laicalis, minacciandolo di scomunica se non obbedisce ai precetti finora emessi. Le sanzioni più gravi per un sacerdote.
     Secondo, lui ha „canalizzato“ spiritualmente e pastoralmente tutte queste „apparizioni“, come ispiratamente e adeguatamente dice il suo collega fra Slavko, cioè ha controllato, mistificato, fantasticato, glorificato se stesso, persino spergiurato davanti al Vescovo.
     Terzo, gli „attacchi“ del Vescovo sono fondati sui fatti e canonicamente giustificati. E le „denigrazioni“, di cui scrive fra Slavko, sono i fatti dolorosi facilmente dimostrabili di T. Vlašić a causa della sua doppia vita.[18] Tutte queste verità dolorose erano note anche ai Superiori e allo stesso fra Slavko Barbarić eppure parla di „denigrazioni“!
     Quarto, il pensiero di R. Laurentin, storico quasi ufficiale dei „fenomeni“ di Međugorje dal 1983 al 1997, secondo cui Vlašić è stato un „giardiniere che ha coltivato e guidato il nuovo popolo di Dio“, si è dimostrato del tutto fuori posto viste le dichiarazioni della Santa Sede su Vlašić, il quale è stato accusato di  „divulgazione di dubbie dottrine, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza ad ordini legittimamente impartiti ed addebiti contra sextum”. Si capisce che ciò non si riferisce solo al suo soggiorno in Italia, poiché veniva regolarmente e sistematicamente a Međugorje, nella sua grande casa, della quale i padri francescani, tramite il parroco di Međugorje, hanno approvato la costruzione nel 1994, e dove ha guidato esercizi spirituali nei quali non ha solo „manipolato le coscienze“, ma anche invocato gli spiriti! Le prove pervenute alla Curia dalla sua comunità.[19]
     Quinto, fra Slavko desidera continuare l'opera di fra Tomislav, „canalizzare“ secondo il suo proprio intento. Anche lui, come Vlašić, sarà elogiato dall'“apparizione di Međugorje“. Anche lui è convinto di essere eletto dalla provvidenza di Dio. E ora: come si può provare a tali fanatici che sono „profeti falsi“! (continua) 


[1] Tutto il caso è stato presentato nel Bollettino ufficiale delle diocesi di Erzegovina, 2/2008, pp. 79-81.
[2]Ž. ILIĆ, La Chiesa in Erzegovina, Duvno 1974, p. 82-83.
[3] Lo Schematismo generale della Chiesa Cattolica in Jugoslavia, Zagreb, 1975, p. 398.
[4] Il popolo cristiano e i francescani in Hercegovina, Mostar, 1977, p. 202.
[5] La lettera della Curia diocesana, nr. 638/1977, del 19 agosto 1977.
[6] Bollettino ufficiale, 2/2008., p. 80.
[7] R. Laurentin, Racconto e messaggio delle apparizioni di Medjugorje, Brescia 1987, p. 90.
[8] Lettera della Curia con la quale si conferma la Tabula, nr. 711/82, del 27.VII.1981. Nelle note di seguito il vescovo Žanić scrive, riguardo al vicario parrocchiale di Međugorje, p. Vlašić: „Bisogna essere attenti all'ulteriore sviluppo degli eventi nella parrocchia di Medjugorje. Lei ha mostrato la speranza che il nuovo vicario della parrocchia di Medjugorje farà sì che le cose siano chiarite, appurate e controllate. Il suo lavoro in tal senso bisogna sostenere e seguire“.
[9] Bollettino ufficiale, 2/2008, p. 80, citato in Rooney - R. Faricy, Maria regina della pace, Milano, 1984, p. 34. Vedi anche P. Žanić, La posizione attuale (non ufficiale) della Curia vescovile di Mostar nei confronti degli eventi di Međugorje, Mostar, 30. X. 1984, pp. 6-7.
[10] V. Ivanković, Il Terzo diario, di propria mano, copia in Curia diocesana di Mostar.
[11] S. Barbarić (propria scrittura), Cronaca delle apparizioni, p. 747. Copia in Curia.
[12] Lettera di T. VLAŠIĆ al Santo Padre, del 13 aprile 1984, in italiano. Cfr. Ogledalo Pravde, p. 56, con fotocopia di una parte della lettera.
[13] Lettera della Curia diocesana al Provincialato, nr. 857/84, del 16 agosto 1984. 
[14] Lettera della Curia diocesana al Provincialato, nr. 1/85, del 3 gennaio 1985.
[15] S. Barbarić (scrittura), Cronaca delle apparizioni, vol. III, p. 247. Laurentin ha cambiato tale „messaggio“ dell'apparizione riguardo alla guida della parrocchia: „Io desidero che padre Slavko resti qui, che guidi la parrocchia e raccolga le notizie affinché quando io non verrò più rimanga un'immagine completa di tutto ciò che è successo. In questo momento prego specialmente per padre Slavko e per tutti coloro che lavorano in questa parrocchia“ - R. Laurentin, Dernières Nouvelles, 3 (1985) francese: pp. 25-26; italiano: pp. 29-30; Ogledalo Pravde, str. 59.  
[16] S. BARBARIĆ (scrittura), La Cronaca delle apparizioni, vol. III, pp. 3-6.
[17] P. Žanić, La posizione (non ufficiale)…, 30. X. 1984, p. 22.
[18] Basta dare un'occhiata alla „corrispondenza“ di Vlašić, più volte pubblicata, le copie si trovano anche in Curia: Da Zagreb, 7. XII. 1976; da Zagreb, 9. I. 1977; da Međugorje, 15. XII. 1981; da Krapanj, 15. V. 1982; da Dubrovnik, 15. V. 1983.
[19] Bollettino ufficiale, 2/208, p. 81.
   

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