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L'omelia del Vescovo a Medjugorje, 2001
Vescovo, 2001-06-14
La Chiesa celebra oggi la solennità del Corpus Domini o Corpus Sanctum di Gesù. Noi cantiamo al Gesù Eucaristico: Cristo, sii la nostra gioia! Cristo, sii la nostra felicità! Cristo, sii la nostra vita! Tra queste tre grandi parole: gioia, felicità e vita, fermiamoci solo su una, quella di felicità, e sulla sua avversità.
            Felicità. Cristo, sii la nostra felicità. No una casualità, una lotto, azzeccato mentre noi non abbiamo nemmeno aspettato. I latini hanno due concetti per la felicità: felicitas, cioè una felicità meritata, acquisita, per cui ci siamo impegnati, battuti e per cui abbiamo pregato. Fortuna, cioè una casualità, un tiro di fortuna, e accada quel che accadrà, hai in inciampato a 1000 DM per la strada. Qualcuno ne ha amaramente pianto, e tu ti sei fatto fortunato, invece di deporre l'annuncio e i soldi presso il parroco e presso la polizia. Non parliamo della fortuna che inciampiamo. Parliamo della felicità che viene dall'incontro (in croato: sreća - felicità viene da sresti - incontrare) con una persona, con i genitori, con i fratelli e sorelle, con le persone che stimi, ami e alle quali devi una gratitudine. L'incontro è la felicità. L'incontro con Dio è la felicità più grande. Quest'incontro l' ha inventato e preparato lo stesso Iddio. A Lui dobbiamo l'incontro e la felicità. Noi preghiamo Gesù affinché sia la nostra felicità. Ecco oggi Lo celebriamo come Corpus Sanctissimum, come in Incontro, come la nostra felicità. Lo incontriamo ogni giorno, nella Eucaristia, nella preghiera e nella adorazione. Lo preghiamo per le vocazioni spirituali nella nostra Chiesa, affinché egli le scelga secondo il piano del Padre. La messe è grande e gli operai sono pochi (Lc 10,2).
Nella Chiesa da sempre vigeva la legge: "Se vuoi essere felice e se vuoi fare gli altri felici, allora non chiedere nulla e non rifiutare nulla". Non imponiti e non gonfiarti! Sanno gli altri di te. Non chiedere di essere un Provinciale. Ma se l'elezione legittima cade su di te, allora non fuggire, ma stringi i denti e conduci la Provincia nella prosperità/grazia, non nella disgrazia. Non chiedere di essere un Vescovo! Ma se l'elezione legittima tocca a te, persisti fino alla fine nella verità e nella giustizia e governi la diocesi nell'unità della fede e dell'amore col Santo Padre, Papa nostro.
Se qualcuno è gioioso, canti gli inni (Giac. 5,13-). Se qualcuno è felice, faccia felici anche gli altri!
Disgrazia. Forse la felicità sarà ancor più comprensibile se si tiene in mente la non felicità, disgrazia: infortunio nel lavoro, sciagura stradale, disgrazia nel matrimonio, nell'aria, nel buio, disastro come tragedia, scontro delle automobili o dei treni, come lesione, perdita, caduta, morte. Vi sono diverse sorti di sventure, volontarie e fortuite, fino alle grandi disgrazie ecclesiali. Mi hanno interrogato in questi giorni per mezzo del fax e del telefono certi giornalisti di casa e dal fuori: che cosa penso sulle cosiddette "apparizioni", sulle quali già da ventina di anni non cessa la sensazione giornalistica ed altra. Penso quel che ho pensato sempre e che in qualità dell'Ordinario del luogo di questa Diocesi ho pronunciato anche l'anno scorso da questo altare: Penso e dico quel che la Chiesa Cattolica, in base alle indagini di esperti e responsabili, ritiene in maniera ufficiale: che non vi è stata in tutto quanto, per tutti i 20 anni, nulla apparizione soprannaturale autentica riconosciuta, nessun messaggio soprannaturale riconosciuto, nessuna rivelazione soprannaturale riconosciuta. Ecco che cosa penso, pubblicamente e chiaramente dico, affinché non sia assolutamente alcun equivoco, esprimo però la profonda fede nella santissima persona e ruolo dell'umile e obbediente Beata Vergine Maria nell'opera di salute di Gesù, come lo insegna la Chiesa Cattolica.
            Di tanti interessati, rari sono quelli con le domande che si riferirebbero alla situazione domestica la quale fa infelici numerosi fedeli in questa diocesi, situazione favorita dalla disobbedienza non umana, non cristiana, non religiosa e non sacerdotale, dalla disobbedienza alle decisioni della Suprema autorità della Chiesa.
            Se mi avessero interrogato, con dolore nel cuore avrei risposto che, secondo i dati pubblicati e da nessuno smentiti con gli argomenti convincenti, già per anni una disobbedienza nutrita verso la Santa Sede, verso il proprio Ordine e verso la Chiesa locale ha generato, negli ultimi tempi, i frutti amari delle confessioni invalide e sacrileghe, delle cresime invalide e messe sacrileghe.
            Quelli che negli anni precedenti hanno invalidamente cresimato o invitato simili a se stessi di "cresimare", quest'anno si sono precipitati a caporovescio fino a tale sventura da ignorare l'Ordinario locale invitando come "ministro della cresima" un uomo il quale non è affatto non solo un vescovo, nemmeno un sacerdote, ma è per sua convinzione un non cattolico. Egli ha dichiarato: "Per mezzo della cresima vogliamo dal Papa far ritirare il decreto Romanis pontificibus… I frati ed io crediamo nella apparizione a Međugorje". Riguardo al celibato: "quando sarà abolito, i sacerdoti potranno sposarsi. Noi lo desideriamo". Come un non cattolico afferma: "L'impeccabilità del Papa non può essere un dogma" (intervista: 23.5.2001), alludendo probabilmente all'infallibilità nella fede e nella morale. Ecco, un cotale è stato invitato nelle tre parrocchie: Grude, Čapljina e Tepčići per conferire un rito invalido della cresima ai 779 candidati. Non si tratta solo delle cresime invalide, dell'umiliazione e sacrilegio dello Spirito Santo, ma si tratta anche delle Messe invalide, che un tale non sacerdote ha "recitato" davanti ai fedeli, e la gente si è fatta condurre da un mercenario come le pecore senza un pastore (Gv 10).
            Con dolore nel cuore avrei risposto a tali domande sulla situazione domestica – con le testimonianze di prima mano – che alcuni francescani l'anno scorso, si sono recati da un vescovo vecchio-cattolico in Svizzera per pregarlo di ordinare loro un "vescovo segreto" (Geheimbischof), affinché essi potessero in forza del santo sacramento dell'ordine ordinare i nuovi sacerdoti e conferire le cresime. Quel vescovo vecchio-cattolico lo ha, ovviamente, subito declinato e rotto la conversazione (la nostra domanda del 25, e la risposta del 28 maggio 2001). Non ho alcuna ragione di non credere a quel vescovo vecchio-cattolico svizzero, il quale si è comportato nello spirito dei principi non proseliti dell'ecumenismo contemporaneo. Di tutto questo ne ho informato i Responsabili nella Chiesa.
            Con dolore nel cuore avrei risposto di esser informato ufficialmente dall'Ordine dei Frati Minori d aver dimesso, in questi giorni, altri tre membri erzegovinesi dall'Ordine a causa della grave disobbedienza, mentre altri tre li ha sospesi a divinis; che quaranta di loro hanno rifiutato di firmare la Dichiarazione sulla obbedienza ecclesiale, dichiarazione concordata dal ministro generale dell'Ordine e dal vescovo locale, e confermata dalla Santa Sede. Ma con gratitudine rilevo che i due terzi dei padri francescani hanno firmato la Dichiarazionee hanno mostrato lo spirito di obbedienza ecclesiale, con i quali conto nella pastorale in questa Diocesi. Rilevo in particolare che i francescani impegnati nella pastorale qui a Međugorje sono proposti dal Provincialato e legalmente nominati dall'Ordinariato.
            Ecco, questo positivo ci rallegra, mentre quel negativo ci rattrista fino in fondo dell'animo, quel tentativo di spaccare l'unità cattolica, tentativo preso dai diversi nei settori diversi della Chiesa: nella fede, nel culto e nella disciplina. Lo pronuncio nel quadro di questa santa cresima – e non ditemi per favore che questo non è un'occasione propizia – e lo faccio con l'invito a tutti nella Diocesi, nella patria e nel mondo con una fervida preghiera alla Santissima Trinità di custodirci dalle simili sventure e dagli infelici avvenimenti ecclesiali.
            Perciò, cresimandi, per voi prego Iddio onnipotente e vi invito di essere, con la cresima validamente ricevuta, ottimi testimoni dell'unità, della fede e della Chiesa Cattolica; testimoni autentici dello Spirito Santo e dei suoi sette doni, dalla sapienza al timor di Dio; testimoni di Gesù Cristo, il quale ci ha rivelato il suo Padre celeste.
            Cristo, sii la nostra felicità! Spirito Santo, dacci i tuoi frutti: "amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé" (Gal 5,22-23).
 
+ Ratko Perić, vescovo di Mostar
   

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